E' IL 1968. Il regista Stanley Kubrick e lo scrittore Arthur Clarke immaginano che, in un futuro prossimo, l’interazione tra uomo e computer sarà possibile attraverso la voce. Nasce, così, HAL9000, il super-computer di “2001 Odissea nello spazio”, il quale dialoga con gli astronauti della Discovery rispondendo a comandi vocali impartiti nel linguaggio di tutti i giorni.
Sorprendentemente, proprio nei giorni in cui il capolavoro di Kubrick esce nelle sale, ha luogo la prima dimostrazione del dispositivo tramite il quale la maggior parte degli uomini dialogherà effettivamente con le macchine nel 2001: il mouse.
37 anni fa, soltanto un manipolo di
18 ricercatori dello Stanford Research Institute
(SRI) di Menlo Park, in California, è a conoscenza dell’esistenza di uno strano apparecchio chiamato mouse. Non a caso, lo hanno inventato loro. A capo del gruppo di ricercatori c’è il dottor
Douglas Engelbart, già ingegnere elettronico presso il NACA, culla della futura
NASA.
Il primo mouse è un oggetto chiamato X-Y, un indicatore di posizione per display.
L’obiettivo di Engelbart è quello di migliorare il modo di lavorare delle persone.
Alcuni anni dopo, Steve Jobs (della Apple), vedendo una dimostrazione alla Xerox dell’uso del mouse, ha l’idea che verrà poi sviluppata sul primo computer con mouse, Lisa, e in seguito su Macintosh.
Oggi, a distanza di anni, il mouse viene impiegato su tutti i computer del mondo.
Per lungo tempo, tuttavia, il mouse è stato relegato a semplice puntatore e a strumento necessario per usare un computer.
Recentemente, però, le aziende hanno riscoperto il valore di un oggetto che sembra aver acquisito sempre più lo status di gadget.
La domanda è: “perché accontentarsi semplicemente del modello che viene fornito con un PC appena acquistato?”.
Ultimamente, costruttori come
Logitech e
Microsoft hanno cominciato ad attivarsi per
studiare tecnologie alternative al classico filo e ne sono sortiti modelli
wireless che impiegano
tecnologie ottiche e laser.
Nell’agosto del 2005,
Apple ha annunciato la disponibilità di
Mighty Mouse, la nuova generazione di mouse ottici per computer Apple.
“Con il Mighty Mouse abbiamo semplicemente creato un mouse migliore” ha commentato David Moody, vice presidente Worldwide Mac Product Marketing di Apple. “Grazie al suo innovativo Scroll Ball e all’integrazione unica di più tasti, Mighty Mouse aumenta la funzionalità, preservando il design elegante e la facilità d’utilizzo”.
Non è tutto. Alcuni si sono rivolti a marchi e designer di fama mondiale con lo scopo di offrire prodotti sempre più unici, esclusivi ed alternativi, spesso molto costosi, ma sicuramente invidiabili.
Il primo mouse d’autore è quello ottico firmato da Philppe Stark per Microsoft con due tasti separati da una striscia illuminata.
Il mouse trasparente con filo di Apple è diventato, oggi, un vero e proprio oggetto da collezione.
Tucano,
Kensingtone la svizzera
Pat says now sono solo alcune delle case prestigiose che si sono divertite a sfornare oggetti sempre più colorati e dalle forme più svariate.
Paperelle che galleggiano, similpelle e pad per giocare. I mouse, oggi, hanno assunto le forme e i colori più diversi, impiegano materiali all’avanguardia e diventano un vero e proprio oggetto di culto.