NAVIGARE IN RETE, arrivare magari dall’altro capo del mondo. Navigare per sapere, alla ricerca di vene che facciano scorrere lo stesso sangue.
A dirsi sembra quasi che sia un salto nel tempo di domani, invece, è solo un salto in un altro continente.
Io, nata dal ventre di mia madre e concepita da sperma ignoto contenuto in una provetta, oggi posso facilmente
andare a caccia di fratelli concepiti come me, grazie allo stesso donatore. E la battuta di caccia avviene direttamente sul campo internet.
Si chiama Donor Sibling Registry ed è il sito web che, negli Stati Uniti, aiuta i figli nati da inseminazione artificiale a cercare altri figli venuti al mondo grazie allo stesso seme. Basta inserire i propri dati, i tratti particolari, indicare la banca del seme e avviare la ricerca. Così hanno fatto Danielle e JoEllen: loro due si sono ritrovate, figlie dell’anonimo donatore 150.
Un salto nel continente a destra perché in Italia una cosa del genere non sarebbe possibile. La Legge non permette la fecondazione eterologa, dunque il donatore è sempre il padre, nessun dubbio.
Ma internet si sa, lo zampino ce lo mette ovunque. È così che navigando in materia rimanendo entro i confini del Bel Paese, capita di ritrovarsi davanti a una
strana notizia.
La protagonista è una suora di clausura,
Suor Maria Gloria. Lei, direttamente dal monastero delle Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento di Monza, è uscita virtualmente da una vita fatta di silenzio e preghiera per parlare con le madri di figli concepiti artificialmente. La sua avventura è iniziata con una lettera pubblicata sul sito Culturacattolica.it, nel pieno della battaglia referendaria. Non poteva tacere, dice, sfidando tutti i pregiudizi. E scrive alle donne, riflette sul mistero della vita.
Internet c’è, arriva anche dentro “il vitro”.
Riferimenti
Donor Sibling Registry