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Gli "avanzi" del digitale finiscono in Africa

Gli "avanzi" del digitale finiscono in Africa

di CHRISTIAN CAPUANI (25 10 2005)

Un'associazione di Seattle denuncia: migliaia di computer inutilizzabili "scaricati" in Nigeria. Alla faccia del Digital Divide Al porto di Lagos arrivano quattromila computer al mese. Quasi tutti non riparabili

UN RAPPORTO elaborato da un’organizzazione ambientale americana, la Rete di Azione Basilea, denuncia le storture e gli abusi delle politiche in materia di abbattimento del Digital Divide: la maggior parte dei computer spediti dagli Stati Uniti ai paesi in via di sviluppo risultano spesso essere inutilizzabili o non riparabili.


I proclami di sostegno alle nazioni meno evolute diventano in questo modo mero espediente per evitare i costi di un corretto riciclaggio dei materiali informatici. Gli enormi danni ambientali che ne conseguono, per alcuni dei paesi più poveri del mondo, sono evidenti.
 

 
 
"La discarica digitale: esportare il riutilizzo e l’abuso in Africa" è il chiaro titolo del report che si concentra sul caso della Nigeria. "Al porto di Lagos – si legge nel resoconto – circa 500 pacchi di apparecchiatura elettronica, contenenti 80 computer ognuno, vengono scaricati ogni mese". "Il 75% degli apparecchi – afferma Jim Puckett, coordinatore di Rete di Azione Basilea – non è riparabile".
 
 
 
"Troppo spesso – afferma il rapporto - le giustificazioni di costruire ponti sullo spartiacque del Digital Divide vengono utilizzate come scuse per oscurare e ignorare il fatto che questi ponti raddoppiano la perdita di sostanze tossiche". Il gruppo ambientale ha visitato Lagos, dove ha trovato che malgrado la crescita dell’industria tecnologica, il paese è privo di un'infrastruttura per riciclaggio elettronico.
 
Questo significa che l'apparecchiatura importata viene spesso interrata, con il rischio che le sostanze nocive possano contaminare il sottosuolo e creare condizioni malsane.
 
 
Il ritmo con il quale viaggia il riciclaggio dei materiali informatici è impressionante. Più di 63 milioni di computer, secondo il Consiglio di Sicurezza Nazionale americano, diverranno obsoleti nel 2005. "Abbiamo provato ad imporre l’adozione della Convenzione di Basilea, un trattato delle Nazioni Unite che vieta il commercio di materiale pericoloso – dichiara Puckett – gli Stati Uniti sono l’unico paese industrializzato a non averlo approvato".

Riferimenti

Basel Action Network

E-spazzatura a Guiyu (da LiberoNews)