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La sanità italiana ignora l'informatica. E spreca 862 miliardi

La sanità italiana ignora l'informatica. E spreca 862 miliardi

di MARIA CRISTINA GORI (08 10 2005)

E' il costo del mancato uso delle ICT nelle ASL secondo una ricerca dell'AICA

"L'USO INADEGUATO delle ICT in sanità fa più morti degli incidenti stradali”: così denunciava The Economist poco tempo fa.

Il dato è stato confermato ed approfondito durante il Congresso dell’Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico (AICA) che si è svolto ad Udine  tra il 5 ed il 7 ottobre, nel corso della sessione di “informatica e medicina” tenuta dalla dottoressa Fulvia Sala, responsabile di ricerche e Pianificazione Marketing AICA. Un’analisi campionaria svolta nella regione del Trentino ha dimostrato che solo il 44% degli operatori delle ASL usano i mezzi informatici: di questi il 25% è rappresentato dai medici, il 49% dal personale amministrativo, il 24% dal personale tecnico ed infermieristico, il 2% da altro personale. L’uso del computer è comunque limitato a processi amministrativi e gestionali.  Per quanto riguarda l’uso dell’informatica da parte del medico di medicina generale, l’83% dei medici di base usa i mezzi informatici, ma di questi il 76% per aggiornamento in internet e molto meno per l’applicazione routinaria, come per la creazione di data base o per la compilazione di cartelle cliniche.

Considerando l’incremento della produttività associata all’uso di ICT e alla riduzione del tempo perso di lavoro, nonché l’incremento della produttività e la spesa della formazione informatica e dell’aggiornamento, i costi dell’ignoranza informatica in sanità in Italia sono stimabili, secondo la Sala, a 862 miliardi di euro.
 
 

Riferimenti

Congresso AICA