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WinMX? File not found

WinMX? File not found

di DONATELLA MARRA (10 10 2005)

Scatta la denuncia contro il colosso del file sharing. Chiuso il sito e i server della Peer Cache

ENNESIMO attacco al mondo del Peer-to-peer. Stavolta a farne le spese è la Frontecode Technologies, azienda produttrice e sviluppatrice del software e della rete WinMX. La denuncia è partita nei giorni scorsi dalla RIAA (Recording Industry Association of America), rappresentante principale delle case discografiche americane.
 

L’organizzazione ha inviato alla Frontecode una lettera in cui minacciava di procedere per vie legali qualora non fosse stato interrotto immediatamente il servizio P2P, ritenuto non conforme alle direttive stabilite dalla Corte Suprema nel corso della sentenza ‘Morpheus/Grokster contro Metro Goldwyn Mayer’.
 

Secondo tali disposizioni: “Va considerato responsabile delle infrazioni di copyright chi distribuisce un dispositivo con lo scopo di promuoverne l'uso per violare il copyright, attraverso affermazioni e azioni chiaramente dirette a cio'".
 

 

La Frontecode è stata dunque ritenuta colpevole non di produrre software P2P, bensì  di incoraggiare i propri utenti ad utilizzare il proprio software per lo scambio illegale di materiali protetti dal copyright.
 

In base a tali accuse, l’azienda statunitense ha dovuto chiudere il proprio sito e l’accesso alla rete WinMX Peer Network, scatenando il furore e le preoccupazioni dei suoi innumerevoli (oltre i 2 milioni) utenti, che si sono visti improvvisamente negato l’accesso tramite la Peer Cache (mentre i Server OpenNap pare abbiano continuato a funzionare).
 

 

Simile sorte è toccata al sito italiano winmx.it che, fino a pochi giorni fa’, recava l’avviso “il sito è sottoposto a sequestro per ordine della procura di Torino e Cuneo”.
 

Al momento la comunità si è riorganizzata su un altro sito, fornendo spiegazioni e informazioni sull’accaduto e rassicurando gli utenti che sono già disponibili delle patch in grado di riportare in vita il sistema.  Alcuni sviluppatori indipendenti infatti, vista l’impossibilità di accedere alla Peer Cache della Frontecode, hanno subito approntato una Peer Cache d’emergenza e realizzato delle patch in grado di indirizzare WinMX verso quest’ultima.

 

 

Tuttavia WinMX non è stato l’ unico destinatario della missiva incriminatrice: anche LimeWire, BearShare, eDonkey, Kazaa e altri hanno ricevuto simile comunicazione.
 

In particolare corre voce che la MetaMachine, creatrice di eDonkey, abbia addirittura chiuso i propri uffici di New York e che tenterà di far operare il suo client in un sistema P2P 'chiuso' ; mentre la Sharman Networks, società sviluppatrice di Kazaa, è stata condannata dalla corte australiana a pagare il 90% delle spese legali sostenute dalle case discografiche e a modificare il proprio software per impedire lo scambio di opere coperte da copyright.
 

 

In conclusione, il ‘botta e risposta’ tra case discografiche e reti P2P sembra lontano dall’essersi concluso e a noi non resta che aspettare la prossima puntata.


Riferimenti
WinMX Italia: cosa è successo e come è possibile tornare on-line