Il diritto d'autore si paga anche in parrocchia
Il diritto d'autore si paga anche in parrocchia
Dopo i pub e i centri commerciali ora anche i parroci devono fare i conti con la SIAE
LA SIAE, dopo aver regolarizzato la posizione di supermercati, centri commerciali e locali aperti al pubblico, ha appena chiuso un accordo con la C.E.I. (la Conferenza Episcopale Italiana) per tutelare il diritto d’autore anche all’interno delle parrocchie e degli enti no-profit.
L’accordo siglato in questi giorni con la Chiesa Cattolica Italiana vuole essere di esempio verso tutte quelle realtà che usano il lavoro creativo altrui senza una giusta remunerazione: “in questa prima fase” spiega Gianlugi Chiodaroli, presidente dell’agenzia dei discografici “ci premeva ribadire il principio generale: e cioè che la legge prevede un pagamento dei diritti connessi ad artisti e produttori discografici, non solo alla Siae, anche nel caso di attività senza scopo di lucro come sono, appunto, quelle esercitate dalle organizzazioni religiose.
Il fatto che la più estesa organizzazione no profit sul territorio abbia accettato come norma generale una cifra forfettaria di 95 euro annui per utilizzatore fissa un termine di paragone, un primo gradino nella scala tariffaria, di cui si dovrà tenere conto nelle trattative in corso con altri utilizzatori che svolgono invece un’attività commerciale”.