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Bricks, i mattoni digitali per una conoscenza made in Europe

Bricks, i mattoni digitali per una conoscenza made in Europe

di MASSIMILIANO NESPOLA (26 06 2005)

La sfida a Google: connessi musei, biblioteche e centri di ricerca europei

Un nome ad effetto, Bricks, che significa “mattoni”, e che è anche una sigla: Building Resources for Integrated Cultural Knowledge Services. E’ uno degli ultimi progetti finanziati dall’Ue, una piattaforma digitale che connette musei, biblioteche, centri di ricerca. Scopo: avere accesso a cataloghi e testi, condividere documenti e sviluppare ricerche di alto livello culturale, sfidando Google Print dal punto di vista dei contenuti. Come spiega Benedetto Benedetti, docente della Scuola Normale Superiore di Pisa: "Google dà accesso ad un testo.

Bricks vuole dare accesso a risorse". Tre anni il tempo previsto per la realizzazione del progetto, al termine del quale si suddividerà Bricks in un accesso gratuito al pubblico, per la consultazione dei cataloghi, e in un servizio a pagamento, per i lavori sulle fonti testuali e l’accesso a opere particolari. Continua Benedetti: "Google si limita a portare l’utente nel sito del museo. Bricks lo farà accedere a quel museo".

 

Oltretutto, Google mette in rete soltanto testi di cinque biblioteche, quattro americane e una inglese, e non dà garanzia di qualità di tutto il resto, perché si limita a ”pescare” quanto disponibile  on line; cioè tutto, quindi solo raramente materiale di particolare pregio. Bricks lavora invece molto meglio sulla qualità della ricerca, semantica, e permette sistemi di navigazione avanzati; è anche mosso dalla tutela del diritto d’autore, grazie al DRM, Digital Right Management.

L’opposto di Google, che ha praticamente distribuito libri gratuitamente e che, al contrario di Bricks, non può omogeneizzare i sistemi informativi in uso da parte di biblioteche, musei e istituzioni, creando così un sistema di accesso unificato. Un middleware, questo il nome specifico, che dia margini di azione alle istituzioni coinvolte, permettendo loro di decidere quali sono i contenuti gratuiti e quali quelli a pagamento. Notevole il fatto che sarà l’italiana Engineering a coordinare il lavoro di partner come il Cern di Ginevra, il tedesco Fraunhofer Institut, il Politecnico di Losanna, l’Heritage di San Pietroburgo e le università di Sheffield, Vienna, Atene, Firenze.  


Riferimenti

Drm - punto di vista di "Software Libero"

Drm - punto di vista di Microsoft