Ma come si dice democrazia in cinese?
Ma come si dice democrazia in cinese?
In Cina Microsoft impedisce agli utenti di effettuare ricerche che contengano le parole: "democrazia", "indipendenza di Taiwan", "movimento democratico".
Forse non ci dovremmo preoccupare più di tanto ma certo è che questa notizia non poteva passare inosservata. "Microsoft vieta la democrazia in Cina". Ma in che senso? Sicuramente non materialmente ma semanticamente sì. A dirlo è il Financial Times. Msn Spaces, uno dei tanti servizi gratuiti offerti da Microsoft, impedisce agli utenti cinesi di effettuare delle ricerche con alcune parole quali "democrazia", "indipendenza di Taiwan", "movimento democratico".
Il sito in particolare si occupa di blog, infatti è uno spazio che racchiude una moltitudine di diari personali. Quindi nel momento in cui una delle parole sopracitate venga a far parte del sommario del blog, automaticamente appare all'utente il seguente messaggio: "Questo articolo contiene un linguaggio proibito. Si prega di cancellare il linguaggio proibito dall'articolo".
Il primo pensiero, a questo punto, va alla volontà da parte dell'azienda di Bill Gates di non interferire con le regole imposte dal governo di Pechino. Infatti risale proprio ad alcuni mesi fa la licenza ottenuta dal gigante di Redmond per il primo servizio internazionale di telecomunicazione a valore aggiunto in Cina. C'è da dire che la licenza non è gestita in modo diretto da Msn, ma dalla Shanghai Msn Network Communications Technology, joint venture controllata per metà dalla Shangai Alliance Investment.
Nessun commento da parte di Msn se non una frase apparsa sempre sul Financial Times: "Msn rispetta le leggi ed i regolamenti di ciascun paese in cui opera" e continua prendendo in mano il codice di condotta di Msn Spaces- "si vieta la pubblicazione di contenuti che violano le leggi locali e internazionali". Che dire di Microsoft allora. Una azienda che è attenta e rispetta proprio tutto. Se non è democrazia questa!
Don't mention democracy, Microsoft tells China web users da Financial Times.com