ANNUNCIO di Lucio Stanca, ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, al
convegno Siemens sul digitale, a Ischia. Ha presentato l’iniziativa del Governo che vedrà l’avvento della
banda larga anche in modalità
wireless anche per i piccoli Comuni delle aree svantaggiate del Paese, soprattutto nel
sud.
Nell’ambito della strategia di legislatura del Governo per lo sviluppo tecnologico e della competitività in Italia, è necessario che "il ruolo delle istituzioni assicuri una
copertura omogenea del territorio con un approccio di neutralità tecnologica".
In questo scenario, il governo ha elaborato un preciso piano d’azione per la banda larga nel Sud con una prima dotazione già decisa dal CIPE di 300 milioni di euro, di cui 150 ad Infratel SpA per la realizzazione delle infrastrutture, le “autostrade digitali”, e i rimanenti 150 milioni a Sviluppo Italia SpA per la predisposizione dei contenuti e dei servizi.
Stanca ha inoltre menzionato l’SPC, Sistema Pubblico di Connettività: il più grande e complesso progetto mai realizzato in Italia nel campo delle telecomunicazioni e telematica. L’SPC è una sorta di autostrada digitale per il collegamento in banda larga tra loro tutte le amministrazioni pubbliche, centrali e locali, in modo omogeneo, efficiente, veloce e sicuro.
Parallelamente, a questo sistema si aggiunge quello in via di realizzazione all’estero con 550 punti di accesso nella ambasciate italiane, consolati, Istituti di Cultura, camere di commercio. Un progetto ambizioso se si pensa che è la più sviluppata rete a livello mondiale. “Il progetto SPC – afferma Stanca – assicura che le risorse investite in connettività si traducano in un vero sistema di comunicazione unitario di tutte le Pubbliche amministrazioni.
In tale ottica abbiamo previsto di servire le aree dove l’ADSL non arriva per le bassa densità di popolazione. Stiamo lavorando per un capitolato di gara, da svolgere con le Regioni, per estendere SPC ai piccoli Comuni delle aree svantaggiate del Sud in modalità wireless, con standard Wimax e Wi-fi”.
Stanca si è pronunciato anche sulla necessità di sviluppare nuovi contenuti e servizi digitali per soddisfare da un lato esigenze industriali, l’accesso in forma legale ai contenuti digitali e la conseguente crescita culturale del Paese. È necessario sollecitare la produzione di nuovi contenuti digitali come fattore di recupero di competitività del Paese in termini culturali, di istruzione, di valorizzazione del patrimonio artistico e culturale.
Riferimenti