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Informazione online? Gratis. Anzi no, a pagamento!

Informazione online? Gratis. Anzi no, a pagamento!

di IVAN SOCCIO (23 05 2005)

Negli Usa si sviluppa un modello "ibrido" per lo sfruttamento dell'editoria online

L'informazione online va fatta gratis o a pagamento? Ci sono vari pareri sull'argomento e spesso sono discordanti e negli Usa per ovviare a questa diatriba si sta sviluppando un modello "ibrido".
 

Il tutto naturalmente si gioca sulla quantità dei profitti. Può succedere (ed è successo) che un giorno il New York Times mette il meglio delle sue firme a pagamento su internet mentre il giorno prima il Los Angeles Times aveva sospeso una sua rubrica sempre a pagamento. Com'è possibile che accada tutto questo? E' possibile perché negli Usa si sta creando un modello "ibrido" di ricavi in modo da sfruttare ogni piccola fonte di guadagno.
 
Questo ha portato le varie agenzie di notizie online a scegliere strade diverse per far impennare i conti. Come detto sopra a New York, si è deciso di sfruttare le grandi firme creando il pacchetto a pagamento Time Select. Altri hanno deciso di buttarsi sul campo pubblicitario convinti che i guadagni che ne deriveranno saranno molto alti; per capire questa convinzione basta vedere che anche grandi industrie comprano spazi pubblicitari all'interno di piccoli show in rete. A tal proposito, anche il New York Times ha comprato un motore di ricerca e si prepara a sbaragliare la concorrenza con la pubblicità video.
 
Sarà dura, dunque, per coloro che vogliono immettersi nel mondo dell'editoria multimediale perché si troveranno di fronte un labirinto di strade da percorrere e una concorrenza più che agguerrita.
 

Riferimenti
Repubblica