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Hai voluto il cellulare? E pedala

Hai voluto il cellulare? E pedala

di VINCENZO PETRUZZI (25 10 2005)

Pannelli solari, biciclette, manovelle, metanolo: energia d’emergenza quando la batterie dei nostri congegni elettronici ti lasciano a terra

IMMAGINA di essere nel bel mezzo di un'escursione in montagna ed immagina la batteria del tuo telefonino che improvvisamente ed inesorabilmente ti molla. E soprattutto immaginati mentre, dopo vani tentativi di rianimazione, formuli una versione dei fatti credibile alla tua fidanzata che ti crederà disperso tra i ghiacciai.
Oppure immaginati in spiaggia mentre ti accingi a sdraiarti al sole e ti accorgi che il tuo lettore mp3 è alla frutta e non farai in tempo ad ascoltare neanche metà della tua playlist preferita.

Niente paura. Oggi queste visioni sono solo incubi remoti.
 
 
SE AMI L'AVVENTURA ma non vuoi separarti dai tuoi gadget elettronici o se semplicemente il telefonino è a secco e non vedi nemmeno l’ombra di una presa di corrente, ecco arrivare in soccorso un arsenale bizzarro di ritrovati tecnologici che ti può salvare nei momenti di panico.

 
 
UNA SOLUZIONE viene dalle fonti alternative in grado di accumulare energia sufficiente a prolungare la vita dei nostri dispositivi. Da oggi ci si potrà mettere in marcia sotto il sole coscienti che a beneficiarne non sarà solo la nostra abbronzatura: con lo zaino solare, grazie ai tre pannelli montati sul suo dorso, si può ricaricare senza alcuno sforzo una batteria al litio incorporata che servirà a rifocillare cellulari e simili quando il loro livello di energia starà per estinguersi.

SFRUTTANO lo stesso meccanismo i tre petali del Solio, una sorta di margherita solare da sfogliare non per conoscere la volontà del proprio amato, ma per risvegliare il gadget per eccellenza, sua maestà l’iPod. Ad ogni ora di tintarella corrispondono due ore in più di musica. Non male.
 
 
SE LE PRESE di corrente scarseggiano ma le pile no, allora possiamo prendere in prestito la loro energia. Ad esempio il charge2go è un cilindretto in cui inserire una normale pila e, collegato al cellulare, gli dona 90 minuti di conversazione ogni ora di carica. Se poi si è in bici la soluzione è a portata di mano, anzi di ruota. Esistono in commercio dei kit d’emergenza formati da una dinamo da fissare alla ruota della bici, un caricabatteria da montare sulla canna e un supporto per reggere sul manubrio il proprio dispositivo elettronico. Qui però oltre al kit servono anche fiato e gambe: per una carica completa ci vogliono 4-5 ore di pedalate! L’ultima spiaggia, nonché la più economica, è la manovella. In questa categoria il campione si chiama Sidewinder: per 2 minuti di mulinate ne restituisce 6 di conversazione, e con i suoi 70 grammi detiene il record di leggerezza.
 
 
 
 
MA LA FRONTIERA in termini di ricarica energetica sembra essere rappresentata dalla tecnologia DMFC (Direct Methanol Fuel Cell). Le batterie fuel cell sono in grado di convertire l’energia chimica direttamente in elettrica facendo reagire gli atomi di idrogeno, contenuti nel metanolo, con quelli di ossigeno in modo controllato dal passaggio attraverso una speciale membrana.
 
LA RICARICA avviene tramite un pratico dispenser anziché attraverso una presa di corrente. La Toshiba ha cominciato a sviluppare già dei modelli che si prevede entreranno verosimilmente sul mercato nel 2007. Questi prototipi, dalle dimensioni non più grandi di un mazzo di carte, saranno in grado di aumentare l’autonomia dei nostri dispositivi mobili per oltre 2 giorni, non lasciandoci davvero mai più senza i nostri inseparabili compagni elettronici.
Riferimenti

Jack Gruppo Mondatori, Milano, N.60 Settembre 2005

Articolo di Punto Informatico

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