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E per i più poveri c'è la Starter Edition

E per i più poveri c'è la Starter Edition

di GLAUCO DI MAMBRO (29 08 2004)

Microsoft lancia Windows per principianti: ma forse le cose non stanno proprio così...

Microsoft ovunque: dopo Longhorn, versione evoluta di Windows Xp, ecco il lancio di Windows XP Starter Edition, versione de-evoluta.
 

Casa Gates non è nuova ad annunci e lanci strategici, e stavolta il corno di Longhorn suona proprio come azione di diversivo per distrarre da un'azione ben più importante: l’assalto al mercato dei paesi in via di sviluppo.
 
Ufficialmente una versione "per principianti", Windows Xp Starter Edition è in realtà un'edizione riservata ai Paesi più poveri: tanto è vero che nessuno si è sorpreso più di tanto quanto si è scoperto che comincerà il prodotto comincerà a essere commercializzato in Thailandia, Malaysia ed Indonesia.
 
 
 
L'edizione "economica" di Xp avrà meno opzioni di rete e una grafica più modesta, che tradotto potrebbe significare anche un tentativo di Microsoft di frenare l'avanzata di Linux, sistema operativo open source e soprattutto gratuito. Sarà per questo che è molto diffuso nei Paesi in via di sviluppo?
 
 
Forse questa domanda s’è le posta anche il buon Bill:  è indiscutibile infatti che, se nei paesi industrializzati il software proprietario è ancora il modello di sviluppo più diffuso, in quelli meno avanzati la sfida tra software libero e commerciale non ha ancora incoronato un vincitore. Almeno per quanto riguarda il mercato Consumer.
Thailandia, Malaysia e Indonesia inoltre sono tutti stati che godono di previsioni di crescita sostenute e perciò da presidiare a ogni costo, magari partendo - come si pensa di fare a casa Gates - dalle rendite del settore pubblico.
E non è da escludere che la sperimentazione in estremo oriente di Starter Edition potrebbe fungere da prova generale per il debutto in Russia, Brasile o Giordania.
 
Starter Edition verrà quindi proposta ad un prezzo inferiore rispetto alla versione "Home", e fin qui tutto ok.
 
Il problema è che le carenze del prodotto rendono dubbiosi anche gli analisti: le limitazioni del sistema in effetti sono davvero drastiche.
Possono essere eseguite solo tre applicazioni in contemporanea, ed il networking è carente.
Assente qualunque possibilità di condividere file e stampanti e il sistema non prevede neppure il supporto per le reti locali: fatto abbastanza preoccupante se pensiamo che un sistema del 1992, Windows for Workgroup 3.11, metteva in preventivo connessioni illimitate.
 
A questo punto diventa davvero impossibile non puntare l'indice contro l'atteggiamento bifronte dei produttori di software commerciale, pronti a offrire di tutto e di più agli abbienti e poco o nulla al resto del mondo.
Microsoft farà davvero un favore all’umanità mettendo in commercio Xp Starter ad un prezzo che si aggira, secondo indiscrezioni e fonti non ufficiali, intorno ai 40 dollari per copia: in questo modo infatti si combatte senza dubbio la pirateria software in maniera efficace.
Ma chiediamoci un attimo qual è la realtà commerciale più danneggiata dalla pirateria...
 
La risposta la conosciamo tutti, e non c’è bisogno di essere degli esperti di informatica per capire che le vistose zone d'ombra di Xp Starter  lo rendono un sistema del tutto inadatto a una reale trasmissione e condivisione delle conoscenze.
Xp Starter è a tutti gli effetti un surrogato sbrigativo, sicuramente perfetto per favorire l'uso dei computer ma non per dare una mano allo sviluppo del lavoro e delle competenze nelle aree più svantaggiate del pianeta.
 
 
Fortunatamente non siamo i soli a pensarla così:  sull'Xp dei poveri la specialista Gartner Group si è espressa in modo negativo, e senza mezzi termini.
Secondo Gartner Grup, infatti, anziché diminuire, il ricorso alla pirateria risulterebbe addirittura favorito dalle troppe carenze del prodotto: e che senso ha mettere in circolazione patch - numerose e di grosse dimensioni, nonché indispensabili al funzionamento del sistema- per utenti dotati di collegamenti Web lenti e costosissimi?
Per gli analisti, che sottolineano come un ulteriore anello mancante sia un aggiornamento da Xp Starter a Xp Home, "è probabile che il prodotto deluda le aspettative degli utenti a causa delle limitazioni impostegli".
E la cosa più bella è la risposta di Microsoft ai dubbi degli esperti: "I principianti tendono a usare un numero ridotto di applicazioni in contemporanea, per rimanere organizzati e non cadere in confusione". Fantastico.
Mai sentito parlare di opzioni di abilitazione o disabilitazione temporanea delle funzioni ritenute superflue?
In attesa di trovare una risposta a questi (e altri) interrogativi, dalla West Coast statunitense arrivano
altri grattacapi per  la multinazionale dell’informatica.
 
Una recente relazione del Californian Performance Review ha infatti affermato che "lo stato dovrebbe prendere in maggior considerazione l'uso di software a sorgente aperta, che in molti casi fornisce la stessa funzionalità del software chiuso a un costo totale molto inferiore".  
Senza contare che, al di là dei listini, il codice aperto è considerato più flessibile ( per la possibilità di essere modificato in base alle esigenze) e soprattutto più sicuro.
 
Un atto di devozione all'open source, una prova d'amore o la dimostrazione che anche i pinguini sanno fare lobbying?
Di sicuro adesso c’è solo una cosa: a Redmond non tirerà certo una bella aria.

Riferimenti

Windows Xp Starter Edition

Windows Xp

 

 

 

Linux

Windows for Workgroup 3.11

QPC Software

Gartner Group