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Niente p2p: siamo italiani

Niente p2p: siamo italiani

di GLAUCO DI MAMBRO (14 07 2004)

Anche in Italia gli artisti dichiarano guerra al file-sharing

 
Continua ad alzarsi sempre più il polverone sul peer to peer: dopo Michael Moore, che si era pronunciato a favore della “condivisione” del suo film su internet purchè non a fini di lucro, scendono in campo decine di artisti italiani.
Ma le dichiarazioni sono tutt’altro che concilianti: per più di sessanta artisti, infatti, la distinzione tra “fini di lucro” e “uso personale” è solo una presa in giro, un chiamare in un altro modo quella che è pura e semplice "pirateria personale".
 

E così Ligabue, Albano, Ramazzotti, Morandi, Piotta, Bobby Solo ma anche Biagio Antonacci, Giorgia, Andrea Bocelli, Eros Ramazzotti, Ligabue, Tiziano Ferro, Elisa, Gianni Morandi, Lucio Dalla, Antonello Venditti e moltissimi altri  hanno firmato una "petizione per la creatività" consegnata alle istituzioni dalla Federazione dell'industria musicale italiana (Fimi): e ne hanno un po’ per tutti.
Innanzitutto ne hanno per Urbani, reo di aver modificato il suo perfetto decreto che ora punirà solo chi scambia mp3 a fini di lucro: "Riteniamo che, come sia normale pagare una connessione a Internet, un computer o il trasporto, sia logico remunerare anche coloro che creano e producono contenuti", si legge nella petizione.
 
I firmatari lanciano frecciate anche contro gli Internet provider, che erano stati tra i principali avversari del decreto antipirateria: "Non troviamo normale che il frutto della nostra creatività sovvenzioni lo sviluppo della banda larga o l'accesso alla Rete", è scritto.
 
La petizione della Fimi, che ricalca un'analoga iniziativa francese, giunge però proprio nel giorno in cui, dagli Stati Uniti, una ricerca mette in dubbio l'efficacia dei metodi repressivi per la lotta al file-sharing illegale: secondo l'istituto di ricerche BigChampagne, infatti, che monitora periodicamente l'universo dei servizi p2p, nell'ultimo anno i vari KaZaA, WinMX ed eDonkey hanno aumentato il loro numero di utenti del 19 per cento, infischiandosene altamente delle azioni legali condotte dalla Recording Industry Association of America (Riaa) contro chi scambia mp3 su Internet.
 
Resta il fatto che la petizione è ancora aperta, e non è da escludere che in pochi giorni i firmatari saranno ben più di sessanta.
 
 

Riferimenti

Leggi la petizione

Fimi

Il decreto Urbani

Big Champagne

Recording Industry Association of America