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Cheli: pubblicità TV ancora nelle mani di pochi

Cheli: pubblicità TV ancora nelle mani di pochi

di SIMONE ESPOSITO (09 07 2004)

Nella sua ultima relazione il Garante per le Comunicazioni denuncia di nuovo il duopolio Rai-Mediaset

ANCORA nelle mani di pochissimi le risorse economiche nel sistema radiotelevisivo italiano.
E’ uno dei passaggi più importanti della relazione annuale del Garante per le Comunicazioni Enzo Cheli, la sesta e ultima del suo mandato, in scadenza.
Nonostante il positivo sviluppo – ha sottolineato Cheli - di piattaforme alternative all’offerta analogica, in primis la satellitare Sky, l’intero sistema resta vittima della concentrazione del 86,5% della raccolta pubblicitaria e il 74,3% dei ricavi nel duopolio Rai-Mediaset.

Sono tanti i punti toccati dal Garante nel suo documento, una vera e propria riflessione sull’attività dell’Autorità di garanzia dopo sei anni di lavoro, quasi un bilancio.
Intenso il lavoro dell’Autorità negli ultimi mesi: ci sono stati interventi in materia di controllo delle posizioni dominanti (entro luglio ci sarà la decisione sui provvedimenti da adottare nei confronti di Rai e Mediaset), vigilanza sulla Rai (specie in materia di par condicio) e tutela dei minori. Su quest’ultimo punto in particolare sono 35 le segnalazioni trasmesse all'Autorità dal Comitato TV-minori, con l'approvazione di 8 ingiunzioni e 17 contestazioni relative a programmi pornografici, violenti o nocivi per i bambini.
Ancora, Cheli afferma la necessità di intervenire, a tre anni dalla legge 62 sull’editoria, con “un nuovo intervento organico diretto, in particolare ad aggiornare, la disciplina della rete distributiva, delle agevolazioni, dell'editoria elettronica". E sottolinea il positivo calo dei prezzi nel settore della telecomunicazioni dovuto all’aumento dell’offerta dei servizi: meno 46% all’ingrosso e 10% al dettaglio, al netto del dato di inflazione. "Pur con le lacune che tuttora sussitono e che vanno colmate, la liberalizzazione in Italia non è più 'zoppa', ma comincia ormai a camminare bene sulle sue gambe". E l’avvio dell’Umts porterà a un’ulteriore sviluppo del settore.
Il garante conclude affermando la validità del modello di organismo tracciato dalla legge Maccanico. Ma con una lamentela: mentre sono praticamente raddoppiate le competenze dell’organismo dopo l’approvazione della riforma Gasparri (che gliene assegna ben venticinque) e di cinque direttive Ue in materia di telecomunicazioni, le risorse messe a disposizione dalla Finanziaria sono state ridotte del 12%.

Riferimenti