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Cellulari, consumatori in rivolta: scatta lo sciopero

Cellulari, consumatori in rivolta: scatta lo sciopero

di GLAUCO DI MAMBRO (09 07 2004)

Intesa consumatori: fissato per il 15 luglio lo stop ai telefonini

Era l’ 11 gennaio 1999 quando in Italia ci fu il primo sciopero dei telefonini, promosso nientemeno che dalle aule parlamentari su proposta di Domenico Gramazio di An ripresa da Paolo Cento dei Verdi: ma erano altri tempi.
Lo scioperò durò un quarto d’ora, dalle 12:00 alle 12:15, e si protestava contro l’aumento delle tariffe telefoniche per cercare di difendere le 204 lire al minuto che si pagavano per chiamare un cellulare.

 L’incredibile giungla di tariffe che c’è adesso non era neanche all’orizzonte, l’Italia non era tra i primi paesi in Europa per la penetrazione dei cellulari sulla popolazione, e i partecipanti allo sciopero (450.000) furono stabiliti in maniera alquanto arbitraria.
 
 
Crescono gli utenti, crescono  le tipologie di tariffa, crescono i costi, e cresce anche lo sciopero: a distanza di 5 anni infatti la proposta è quella di uno stop di due ore, dalle 12 alle 14, fissato per il 15 Luglio. Sms, mms, telefonate: il “divieto” è a 360 gradi.
Motivo? Un sms che noi  paghiamo 15 centesimi, in Francia costa 9 e  ai gestori solo uno.
L'iniziativa stavolta è promossa dall’ Intesa dei consumatori ( che riunisce Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc) e provocherà, secondo le stime, una perdita di incasso per i gestori intorno ai 500 milioni di euro.

Oltre al prezzo degli sms, sotto processo ci sono anche gli scatti alla risposta, i servizi inutili, le promozioni acchiappa-utenti, le chiamate ai telefoni fissi a prezzi da capogiro e la nuova mania di loghi e suonerie, ultimo business della telefonia mobile. E pensare che c’è anche chi ci ha dedicato una rivista…
Altri motivi di malcontento dei consumatori sono poi l'assenza di trasparenza sui costi delle chiamate dall'estero con il telefonino per chi vuole utilizzare il roaming internazionale (questione già denunciato dall’Intesa alla Commissione Europea), e i problemi creati dalla number portability sia per i crediti residui trattenuti dai gestori di origine sia per le difficoltà nel conoscere il nuovo gestore del numero che si sta chiamando.

Sono sempre  le attivissime  associazioni dei consumatori a rendere noto che dai 4 ai 5 euro al giorno che si spendono di traffico telefonico in media in Italia,  solo una quota che va da 1,5 a 2 euro sono soldi effettivamente spesi in chiamate utili: tutto il resto è assorbito da scatti alla risposta, arrotondamenti strani e incomprensibili, sms del tutto evitabili, mms, richiamate a chi aveva trovato il telefono spento o non raggiungibile…
 
Ma se in Italia ci abbiamo messo 5 anni a passare da 15 minuti di sciopero a 2 ore, in Libano fanno le cose in grande: è previsto infatti, per lo stesso giorno, uno sciopero di ben 24 ore contro le bollette sempre più esorbitanti: staremo a vedere quale sarà quello meglio riuscito...
 

 
 

Riferimenti

Intesa dei consumatori 

Codacons

Adusbef

Federconsumatori

Adoc

Libano

Roaming