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Usa: guerra preventiva alla pirateria

Usa: guerra preventiva alla pirateria

di DAVIDE MUSCILLO (10 06 2004)

Nasce il Peer Guardian, il difensore dei downloaders

Il 2 luglio del 2001 segna un momento di non ritorno: la chiusura di Napster. Sembrava che si fosse dato un colpo tremendo al peer-to-peer, ed invece era iniziata la sua crescita inarrestabile. Si passò da 13 milioni a 150 milioni di utenti che praticavano lo scambio di files in rete "da pari a pari". Il popolo di downloaders si spostò su altre piattaforme,nate nel frattempo per affronatare la situazione deficitaria creata dal Napster; ed ecco che si popolano E-mule, e-Donkey, Lime Wire, Kazaa,Dc++, Lopster.

Questi alcuni dei nomi di queste nuove piattaforme che presentano un architettura molto più flessibile rispetto a Napster, poichè non conservano files sui server; questo significa che per interrompere lo scambio tra gli utenti, i provider dovrebbero denunciarli: il che è praticamente impossibile soprattutto per coloro che offrono una connessione a banda larga.
Per fermare il dilagare degli scaricatori in Usa si sono attuate due strategie alternative alle leggi anti-pirateria; la prima consiste nel immettere nelle piattaforme dei file falsi. Il file sembra essere un comune mp3, in teoria quello desiderato dall'utente, e invece quando lo si va ad aprire contiene al suo interno un messaggio pubblicitario antipirateria.
La seconda strategia è stata portata avanti dall'industria dell'intrattenimento, con il lancio dei servizi di download a pagamento: pensiamo a "iTunes" della Apple e "Rhapsody" di RealNetworks.
Certo non si potevano aspettare che questi servizi avessero successo. Il problema è che fondamentalmente contrastano con la logica del web: la libertà totale di poter condividere qualsiasi cosa si voglia senza spendere neanche un centesimo di euro.
A cercare un punto di contatto tra gli autori e produttori, e provider e utenti sembra essere una proposta della "Electronic Frontier Foundation",associazione americana per la difesa delle libertà digitali. L'associasione propone di far pagare 5 dollari mensilmente per scaricare qualsiasi cosa. In base al numero dei download gli autori saranno retribuiti. Questa soluzione è già stata adottata per le playlist delle radio.
E dall'altra parte del muro come si organizzano i fan del peer-to-peer? Che misure stanno adottando nella guerra antipirati? Ed ecco che arriva il Peer Guardian, "il custode dei pari" o anche lo "lo spione dei guardiani". E'un software che contiene una lista di circa 8mila indirizzi IP dei computer delle corporation e delle associazioni di difesa degli indirizzi d'autore. Molte piattaforme lo stanno installando, bloccando così le intrusioni di colore che li monitorano. Attenzione guardiani della antipirateria, il web vi ascolta.