Quando la tecnologia fa visita al museo
Quando la tecnologia fa visita al museo
Ecco alcuni dei progetti per migliorare l'interattività nei musei
Cosa succede se l'intelligenza artificiale e la multimedialità sono al servizio dei beni culturali?
Sicuramente entrerà a far parte del rapporto comunicativo tra opera d'arte e spettatore l'elemento dell'interattività; essa è il principio su cui si fondano tutte le nuove tecnologie. Nel 1987 l'Università di Bonn realizzò il prototipo "Rhino", un robot che offre visite paricolari nei musei e funge da guida turistica. Riprendendo questo modello, la facoltà di Ingegneria Informatica dell'Università di Palermo presenta "CICE-robot", abbreviazione di Cicerone. Il robot consente una visita personalizzata in base alle esigenze e gli interessi dei visitatori, che tramite un dispositivo palmare wireless ottiene informazioni più dettagliate e guida nei movimenti il suo Cicerone attraverso un sistema satellitare. 
Un altra idea è quella che sta sviluppando Flavia Sparacino, ingegnere progettista al Media Lab del MIT (Massachusetts Insitute of Tecnology): la creazione di spazi narrativi all'interno del museo, trasformandolo in living theatre.
Interessanti anche il Wearable Museum, cioè il museo indossabile; oggetti che accompagnino durante la visita, come gli occhiali guida che forniscono immagini supplementari su una sola lente.