Morcellini: l’esistenza autonoma della Rete
Morcellini: l’esistenza autonoma della Rete

"La Rete? Una sorta di Ufficio Reclami dei media generalisti". Mario Morcellini, preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università La Sapienza e Docente Ordinario di Sociologia della Comunicazione, giudica l'informazione sul terremoto in Abruzzo e promuove Internet: "E' la Corte dei Conti della comunicazione tradizionale"...
Professor Morcellini qual è stato il ruolo giocato dalla rete nel comunicare e raccontare al pubblico il terremoto in Abruzzo?
“In questo caso la rete ha dimostrato di avere un’esistenza comunicativa autonoma. In certi casi, più dei mezzi di comunicazione generalisti,ha aumentato l’ansia e accreditato persone, se facciamo riferimento a facebook per esempio. È diventato il luogo dove è stato più facile attaccare le mancanze dei media tradizionali. La rete può essere considerata come la Corte dei Conti del generalismo. È una funzione molto interessante in quanto nella televisione generalista, questo aspetto autopoietico non esiste. La follia intellettuale della Tv ha imperversato in ogni modo, basti pensare all’esaltazione dei dati d’ascolto del Tg1. Ho la sensazione che a partire da una situazione di disagio i comportamenti appaiano più autentici in un meccanismo di diversificazione della rete. In questo caso, la rete vede implementare le sue funzioni”
A suo parere, qual è stato l’utilizzo della rete da parte degli utenti in questo caso?
“A mio parere possiamo individuare tre funzioni e quindi tre caratteristiche fondamentali che la rete ha assunto in questa circostanza. La rete come canale parallelo ai media tradizionali. Soggetti sottoposti al mainstraim generalista, in particolare tv e stampa, scelgono internet come luogo di elaborazione e approfondimento di contenuti. Quindi in questo caso la rete assume una funzione correttiva ed integrativa. La rete serve a chi non si ritiene soddisfatto dell’informazione generalista. Una sorta di ufficio reclami.
La rete come mediatore delle relazioni interpersonali. Questo è l’utilizzo più innovativo. Secondo me la rete ha implementato e a volta sostituito forme di comunicazione interpersonale che prima erano dirette e immediate come una semplice telefonata.
La rete come ruolo di radicalismo politico. In tutti i sensi, nella rete si adagiano e si concentrano persone che hanno una radicale sfiducia nei media generalisti. Quindi una forma di comunicazione parallela ma soprattutto autonoma.”
Parlando sociologicamente?
“Dal punto di vista prettamente sociologico del fenomeno posso dire che c’è da prendere atto che c’è stata una solidarietà sociale diversa da quella descritta dai grandi sociologi. Il tessuto sociale del paese ha retto più del passato di fronte ad eventi simili. In una situazione sociale così individualistica, la socialità sembra rianimarsi. Non possiamo far finta che questi sentimenti di altruismo non esistano.”