Tre tende per una scuola
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il Ministro Mariastella Gelmini hanno preso parte alla simbolica riapertura delle tre tende a Poggio Picenze, dove ci sono 30 bambini delle scuole materne e elementari. Questo è un segnale molto importante per bambini e genitori.
I bambini
Nonostante la campanella non abbia suonato, per mancanza di elettricità nella tendopoli, i bambini erano eccitati come fosse il primo giorno di scuola, e sulla lavagna hanno scritto “Siamo contenti di essere di nuovo insieme, questa è una scuola speciale che ci permette di ricominciare".
Sui banchi hanno trovato fiori, penne, quaderni e un cornetto ripieno di crema. Hanno ritrovato anche tutti e sei i loro insegnati. Non hanno trovato, invece, Loris e Alena, i loro compagni della quinta elementare, uno italiano l'altra macedone, uccisi nel sonno.
Nelle tre tende azzurre hanno trovato sistemazione 30 degli 80 bambini della scuola "Ignazio Silone". Gli altri hanno trovato, per ora, sistemazione lungo la costa con le loro famiglie.
I regali di Berlusconi
"Un piccolo segnale ma molto importante, perché riaccende la speranza di un ritorno, anche se lento, verso la normalità"'. Così commenta la Gelmini,
"Sono il maestro arrivato da Roma", così invece scherza Berlusconi entrando nella prima tenda: "Se siete bravi e preparati, ho dei regali per voi". Si siede in cattedra e, tra una battuta e l'altra, recita anche una poesia, Rio Bo di Aldo Palazzeschi, che, però, i bambini non sanno. Allora inizia a distribuire regali: qualche pallone da calcio e da football americano, il pallone originale che useranno per la finale di Champions a Roma e tante magliette di Milan e Juve. Ne avanzano due rossonere. "E tu, Mariastella, quale maglietta vuoi?", chiede scherzosamente al ministro Gelmini. "Quella della Juve". Il premier incassa con eleganza: "Bene, eccola, espulsa dal governo però?” I bambini ridono e Berlusconi li accarezza.
Un’insegnate con gli occhi lucidi commenta "Speriamo che conservino sempre questo sorriso".
La consegna delle lauree
Il sisma non ha “distrutto” il sogno degli studenti. Il 20 aprile sono state discusse le prime tesi di laurea dopo il terremoto, all’Università degli Studi dell’Aquila. Le ventisette lauree triennali in Fisioterapia, sono state conseguite all’interno di una tenda costruita dalla protezione civile nei pressi della facoltà di medicina a Coppito. Gli studenti seduti l’uno di fronte all’altro hanno affrontato l’ultima tappa del loro percorso alla presenza del presidente del corso di laurea Antonio Carolei, il quale ha dichiarato: “È una cerimonia particolarmente dolorosa, e la data di oggi rimarrà come un giorno indimenticabile”.
Laurea ad Honorem per Lorenzo
Tra la gioia e la speranza dei presenti, non sono mancati momenti di commozione quando è stata conferita la laurea ad Honorem ad uno studente deceduto. Il ventitreenne Lorenzo Cini di Sant’Omero, ha perso la vita il 6 aprile scorso nel crollo di un’abitazione a L’Aquila. All’assegnazione ha presenziato il padre di Lorenzo che ha voluto ricordarlo come un ragazzo sportivo e squisito, al quale è stata spezzata la possibilità di godere di questo traguardo.
Una seduta di laurea particolare per molti aspetti. Chiaramente, i protagonisti immaginavano questo giorno in maniera diversa, invece si sono ritrovati all’interno di una tendopoli divisi tra felicità e dolore. Il raggiungimento di questo traguardo, ha assunto un significato importante non solo per gli studenti, ma per l’intera popolazione abruzzese, che, a piccoli passi, tenta di riprendere il cammino della quotidianità.